Le Giornate FAI di Primavera sono un’occasione imperdibile per scoprire luoghi affascinanti normalmente inaccessibili. Quest’anno, tra i luoghi aperti al pubblico, c’erano le Cave di Prun, famose per l’estrazione della Pietra di Prun, oggi anche chiamata Pietra della Lessinia, che ha accompagnato la storia di Verona e non solo. Sabato 22 e domenica 23 marzo, i visitatori hanno potuto accedere a queste cavità storiche, entrando in un paesaggio ricco di tradizione e sapere. La visita è stata organizzata anche grazie alla collaborazione con l'Associazione "La Malga", che ha reso possibile questa esperienza unica.
La visita è iniziata con una breve introduzione degli studenti di architettura del FAI Giovani, che hanno raccontato la storia delle cave e l’importanza architettonica della pietra. È stato spiegato anche il motivo per cui le colonne, visibili all'interno delle cave, non sono esili ma hanno una forma di parallelepipedo rovesciato, funzionale alla stabilità della struttura. Successivamente, alcuni abitanti del paese hanno illustrato gli strumenti utilizzati nell’estrazione e lavorazione della pietra, fondamentale per la costruzione di numerosi edifici, tra cui Villa Salvaterra, un altro sito del paese di Prun di Negrar di Valpolicella, visitabile nelle Giornate FAI.
Un aspetto interessante riguarda l'acqua, fondamentale per l'estrazione della pietra. All’interno delle cave erano presenti delle vasche di raccolta dell’acqua che percolava dal soffitto. L’acqua era essenziale per il funzionamento di molte operazioni, tra cui il taglio della pietra, che avveniva con un telaio, il cui filo era immerso nell'acqua e nella sabbia.
L’eurogeologa Grazia Signori ha dato una dimensione scientifica alla visita, spiegando le caratteristiche geologiche della Scaglia Rossa e come la stratificazione della Pietra di Prun si sia formata nel Mare della Tetide, un antico oceano che esisteva tra il Triassico e il Cretaceo, lasciando tracce evidenti nei fossili e nelle rocce calcaree della Lessinia.
Oltre a una visita storica, questa esperienza è stata anche un’opportunità per comprendere la geologia e l’importanza di preservare un patrimonio che unisce natura, cultura e architettura. La Pietra di Prun, dall'aspetto inconfondibile con una colorazione dal rosa carico al bianco, ha arricchito il nostro territorio e le nostre città per generazioni. Sebbene le cave di Prun siano state chiuse, la coltivazione della pietra si è spostata a cielo aperto nella zona di Sant'Anna d'Alfaedo, dove l'estrazione continua tutt’oggi. La pietra resta un materiale molto richiesto per la sua durabilità e bellezza. Grazie a iniziative di recupero e conservazione, la pietra della Lessinia è tornata disponibile e rappresenta un materiale sostenibile.
Il nostro impegno nel recupero e nella lavorazione della Pietra di Prun non è solo una scelta commerciale, ma una missione culturale. Oggi, la Pietra di Prun è protagonista di restauri, nuove costruzioni e progetti che uniscono passato e futuro, trovando spazio nel design e nell’architettura contemporanea.
Con la Quintarelli Pietre e Marmi, il legame è profondo, radicato anche nell’esperienza del fondatore Antonio, che ha iniziato la sua gavetta proprio nelle cave di Prun, prima di trasferirsi a Schioppo. La pietra della Lessinia continua così a rappresentare una testimonianza di cultura, artigianato e bellezza senza tempo.
Le cave di Prun sono state inserite nei Luoghi del Cuore dal FAI. Puoi contribuire alla sua valorizzazione votando le Cave di Prun su www.luoghidelcuore.it. Un piccolo gesto che aiuterà a proteggere e far conoscere questo patrimonio unico.
Per visite guidate e maggiorni informazioni visita il sitto www.prun.it