Il 2025 è stato per Quintarelli Pietre e Marmi un anno di passaggio, nel senso più profondo e costruttivo del termine. Un anno in cui abbiamo consolidato il nostro percorso come terza generazione alla guida di un’azienda storica, affrontando la sfida del cambiamento con rispetto verso ciò che siamo sempre stati e con la volontà di evolverci in modo autentico.
In questo articolo ripercorriamo le tappe principali dell’anno, dalla crescita interna fino ai nostri progetti di ricerca e, soprattutto, all’apertura delle cave come luogo di incontro e cultura. Un modo per raccontarci e, allo stesso tempo, augurarci di continuare su questa strada: evolvere senza perdere le radici.
Quest’anno abbiamo vissuto una fase cruciale della nostra storia familiare: il consolidamento del passaggio generazionale.
Essere tre fratelli alla guida di un’azienda con un patrimonio artigianale così profondo significa portare avanti un’eredità che non è fatta solo di competenze tecniche, ma di valori, gesti, memorie.
Abbiamo rafforzato il team con tre nuove assunzioni, investito nella formazione e nella trasmissione del know-how, consapevoli che il futuro della pietra naturale passa dalla capacità di custodire – e allo stesso tempo reinterpretare – ciò che la nostra famiglia costruisce da decenni.
Preservare la tradizione e aprirci all’innovazione: questa è stata la nostra direzione nel 2025. E continuerà ad esserlo anche nel 2026.
Il 2025 ci ha visto protagonisti anche a Marmomac, dove al The Plus Theatre abbiamo presentato tre progetti che raccontano la nostra visione contemporanea della pietra naturale.
Coevo e Respiro, sviluppati con Gumdesign e La Casa di Pietra, hanno esplorato il dialogo tra materiali come Pietra della Lessinia, vetro e legno.
ConcavoConvesso, firmato da Maria Vittoria Malgarise con ADI Associazione per il Design Industriale, ha reinterpretato il Verdello di Trento attraverso la modularità verticale.
Un’edizione che ha rafforzato relazioni, idee e sinergie, ma che abbiamo già approfondito nel nostro articolo dedicato.
Se c’è un progetto che nel 2025 abbiamo scelto di ampliare, è la possibilità di visitare le nostre cave.
Non solo come occasione divulgativa, ma come esperienza immersiva e formativa, soprattutto per architetti, interior designer e studi di progettazione.
Perché significa tornare all’origine della materia.
Camminare tra i fronti di scavo, osservare da vicino la geologia, le stratificazioni, i colori naturali della Pietra della Lessinia, capire come nasce una lastra prima che diventi pavimento, rivestimento o dettaglio d’arredo.
Significa cogliere il valore di ciò che spesso si vede solo come prodotto finito.
Nella cava si comprende:
la natura del materiale, la sua storia e unicità
la sua resistenza e le sue sfumature di colore
come incidono lavorazioni, tagli e finiture
quanto la sostenibilità sia un processo concreto, non una parola
Per un architetto, una visita così permette di progettare in modo più consapevole, più preciso e più ispirato.
Abbiamo strutturato due tipologie di percorsi:
• Formazione aziendale per aziende del settore (marmisti)
Sessioni dedicate ai team che vogliono conoscere da vicino la filiera, i processi e gli standard di qualità.
• Percorsi culturali per architetti e designer
Un appuntamento pensato per entrare nel cuore della materia, approfondire tecniche e applicazioni, raccogliere spunti creativi direttamente dalla pietra viva.
Ogni lastra che pavimenta Verona, ogni tetto della Lessinia, ogni davanzale che accompagna la luce del mattino nasce qui: tra le nostre montagne, nel silenzio della cava.
Visitare questi luoghi significa capire il legame profondo tra territorio, storia e architettura contemporanea.
E per noi è un modo per aprire le porte della nostra azienda e raccontare ciò che spesso rimane nascosto:
la bellezza del lavoro artigiano, la forza della materia, il rispetto per la natura.
Se vuoi vivere questa esperienza o organizzarla per il tuo studio, scrivici per prenotare la tua visita.
Il 2025 ci ha insegnato che la nostra vera forza sta nella capacità di evolverci senza perdere ciò che ci rende unici: la nostra storia, la nostra identità, la nostra pietra.
Guardiamo al 2026 con lo stesso spirito:
radici profonde, sguardo avanti, passi condivisi.